Patentino per i proprietari di cani: obbligo o opportunità?

 

Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di introdurre un patentino obbligatorio per i proprietari di cani.
L’obiettivo dichiarato è condivisibile: migliorare la convivenza tra persone e cani, ridurre gli incidenti, contrastare l’abbandono e promuovere una gestione più responsabile del cane.

Ma la domanda da porsi è un’altra: l’obbligo è davvero la strada giusta?

Educazione e Addestramento : un valore, non un’imposizione

Come professionista cinofilo, preparo binomi per vivere al meglio la quotidianità da più da circa 20 anni, facendo parteicpare i binomi a varie prove sia sportive che di valutazione caratteriale in ambito urbano proposte dall’ENCI ed ain latri casi in mabito degli EPS riconosciuti dal Coni sono stato anche giudice.  Recentemente ho anche ideato una discplina sportiva denominata  Dog Street Challenge – CNS Libertas, lavoriamo su una disciplina sportiva ed educativa che insegna una gestione amorevole, consapevole e responsabile del cane, nel rispetto del contesto urbano e sociale. Eppure non credo sia l’ideale l’obbligo del patentino, anzi potrebbe non avere gli effetti desiderati.  Ti propongo alcune mie considerazioni.

L’esperienza sul campo dice una cosa molto chiara:
👉 la cultura non si costruisce con un obbligo, ma con il coinvolgimento, la motivazione e il riconoscimento dei comportamenti virtuosi.

Un patentino imposto rischia di:

  • diventare un adempimento burocratico privo di reale efficacia

  • colpire indiscriminatamente anche chi già si comporta in modo corretto

  • escludere realtà formative già esistenti, creando un pericoloso monopolio formativo

Un solo ente di riferimento? Un rischio anche giuridico

Alcune proposte prevedono l’individuazione di un unico Ente ed un’unica prova.
Questo approccio è problematico non solo sul piano pratico, ma anche sotto il profilo della normativa antitrust, che impone di considerare e valorizzare gli Enti già operanti e le proposte presenti nei territori, in quanto ad oggi non è stata prevista una prova pratica del patentino a livello ministeriale. Infatti è mancato dal 2009 il decreto attuattivo dell’Ordinanza Marttini del marzo 2009 e successive modificazioni .

Nel panorama cinofilo italiano esistono già:

  • associazioni

  • Enti e Federazioni

  • professionisti

che lavorano seriamente da anni sul campo con continuità di risultati ed ignorarli non migliora la qualità della formazione: la impoverisce.

Patentino sì, ma volontario e incentivato

Una strada molto più efficace potrebbe essere quella di un patentino volontario, strutturato con la parte teorica già prevista ed una parte pratica con criteri minimi che gli EPS ricnosciuti Coni  e l?ENCI possono arricchire e migliorare come desiderano. questo comportrebbe da parte dell’utente una base formativa teorica nazionale condivisa da tutti e la possibilità di scegliere tra almeno 15 protocolli formativi e di verifica pratici. Tale Patentino volontario deve essere accompagnato da incentivi concreti.

Ad esempio:

  • sconti su servizi e assicurazioni

  • agevolazioni per l’accesso a strutture, eventi e spazi dedicati

  • priorità o facilitazioni in contesti pubblici e privati

  • riconoscimento ufficiale del binomio cane–conduttore responsabile

In questo modo il patentino diventa un valore da conquistare, non un obbligo da subire.

Dove serve davvero essere severi

Se vogliamo migliorare la sicurezza e la convivenza urbana, è su altri fronti che occorre intervenire con decisione:

  • inasprire le sanzioni per chi lascia i cani liberi nei contesti urbani senza controllo

  • rendere più efficaci e costanti i controlli

  • contrastare seriamente gli allevamenti non in regola

  • rafforzare l’obbligo e il controllo di microchip e iscrizione all’anagrafe canina

  • promuovere politiche di sterilizzazione responsabile

Le norme esistono già: il problema è che spesso non vengono applicate.

Responsabilità, non scorciatoie

La gestione corretta del cane è una responsabilità che dura tutta la vita dell’animale.Non può essere risolta con una misura simbolica o con una soluzione “una tantum”.

Serve:

  • educazione

  • prevenzione

  • controllo

  • collaborazione tra istituzioni, Professionisti,Enti e associazioni

Noi crediamo in una cinofilia che unisce, e premia chi si impegna e interviene con fermezza solo verso chi mette a rischio gli altri.

Perché il benessere del cane e la sicurezza delle persone passano dalla consapevolezza, non dall’imposizione.

STEFANO ANTINORI

Coordinatore Nazionale Family & Working Dog

Coordinatore Nazionale Dog Street Challenge CNS LIBERTAS